Domande e risposte frequenti
Qualsiasi cosa vuoi sapere riguardo le intolleranze e allergie alimentari e il test ImuPro
Qui trovi le risposte alle domande più comuni riguardo ImuPro, il cambiamento nella dieta, controindicazioni e molto altro.
1. Domande generiche
E’ sufficiente che il paziente sia a digiuno fra le 2 e le 4 ore prima del prelievo. Le 12 ore di digiuno, nei laboratori diagnostici per determinare un buon numero di parametri, non sono necessarie per il test delle IgG. Comunque bisogna considerare che i campioni di sangue presi subito i pasti sono spesso lipemici. Questi campioni mostrano una peggiore varianza. E’ consigliabile che l’ultimo pasto prima del prelievo non sia ricco di grassi. Questo in pratica implica che non ci sono problemi, per esempio, se il paziente fa una normale colazione alle 8 e il prelievo alle 11. Invece non è consigliabile fare il prelievo alle 14.30 se si ha avuto un pranzo pesante alle 13.
Il test ImuPro riguarda l’allergia alimentare mediata dalle IgG. I sintomi correlati a questa allergia si manifestano tra le 8 e le 72 ore dopo l’assunzione degli alimenti o additivi incriminati. Questa allergia alimentare ritardata (tipo III) è contraddistinta da un elevato livello delle IgG nel sangue. I test standard delle allergie alimentari (come il prick test cutaneo) è progettato per individuare la classica allergia alimentare mediata dalle IgE (tipo I). Questi test analizzano la reazione immediata agli alimenti ingeriti. L’allergia alimentare di tipo I è differente dunque dall’allergia alimentare delle IgG (tipo III) che viene individuata tramite il test ImuPro. Dunque i risultati non sono confrontabili.
IgG è l’abbreviazione di Immunoglobulina G. Le immunoglobuline sono anticorpi che si trovano nel sangue. Esse vengono usate dal sistema immunitario per identificare e neutralizzare elementi esterni, come batteri e virus. Ognuno ha gli anticorpi IgG nel sangue ma occasionalmente questi anticorpi iniziano a reagire contro determinati alimenti. Questo può causare allergie alimentari o allergie alimentari con sintomi ritardati (intolleranza alimentare). Le allergie alimentari mediate da IgE (tipo I) sono completamente diverse da quelle mediate da IgG (tipo III). L’allergia alimentare mediata da IgE è la classica allergia alimentare caratterizzata da sintomi immediati a differenza di quella mediata da IgG in cui i sintomi sono ritardati. Le reazioni delle IgG aumentano di intensità nel caso di disturbi della flora intestinale ma decrescono se viene svolto un cambiamento di dieta adeguato. Le reazioni delle IgE invece si manifestano occasionalmente ma rimangono per tutta la vita. I risultati del test delle IgE devono essere presi in considerazione in aggiunta al risultato del test ImuPro, durante il cambio di dieta, dal momento che gli alimenti che risultano positivi al test delle IgE devono essere eliminati per sempre dalla dieta.
Non si può fare una generalizzazione. Le allergie alimentari variano da persona a persona. Cosa è salutare per una persona può essere dannoso per un’altra o viceversa. Anni di esperienza con il test ImuPro hanno comunque evidenziato che il latte i suoi derivati così come le varietà di cereali danno origine a reazioni immunologiche in buon numero di persone. Il glutine, l’albume d’uovo, i latticini, e i prodotti da forno lievitati, sono antigeni molto forti che bisogna assolutamente evitare in case di un’allergia alimentare – cosa che non è sempre facile da fare dal momento che questi alimenti spesso sono nascosti in molti prodotti alimentari industriali.
No generalmente non è necessario. Anche se un nuovo test non individua particolari anticorpi, questo non significa che puoi ricominciare a mangiare tutti gli alimenti e additivi ai quali era stata riscontrata un’intolleranza. Il sistema immunitario ha una memoria e riattiva la produzione di anticorpi che vengono in contatto con gli alimenti o gli additivi con i quali in passato ha avuto una reazione. Comunque la produzione di anticorpi viene generalmente ridotta tramite il necessario cambio di dieta così come gli anticorpi non vengono prodotti a lungo dal sistema immunitario una volta cambiata la dieta. Il ritorno alla naturale regolarità intestinale è un indicatore che la produzione di anticorpi è stata ridotta. Il test andrebbe ripetuto solamente se i sintomi si ripresentano, anche se ciò è improbabile se si segue la dieta e il piano di rotazione personalizzati. Se si deve rifare il test consigliamo un intervallo di tempo di 2 anni fra i due test.
Alcuni sintomi o disturbi potrebbero essere causati da altri fattori e non dall’intolleranza alimentare. Queste cause non vengono rilevate dal test ImuPro. Esse potrebbero essere difetti della flora intestinale, carenza di enzimi o problemi ormonali (particolarmente nelle donne). Altri fattori potrebbero essere contaminazioni ambientali, metalli pesanti e amalgame dentali.
Un errore occasionale durante il cambio di dieta non è così grave. Se accidentalmente assumi un alimento che presenta un ingrediente che avresti dovuto evitare potresti sentirti meno bene per circa 3 giorni. Se non ripeti l’errore, l’organismo si riprenderà in breve tempo.
Cucini raramente a casa e mangi spesso in mensa o al ristorante? Questo aspetto potrebbe rendere il cambio della dieta un po’ più complicato – ma non così impossibile. Generalmente non si nota quali ingredienti vengono usati per la preparazione dei piatti già pronti o in quelli preparati in mensa. Ecco alcuni spunti per aiutarti nel cambio di dieta: in ristorante o in mensa dovresti evitare le salse. La carne alla griglia, o il pesce con patate o il riso, le verdure o l’ insalata generalmente non dovrebbero darti problemi. (Tieni comunque sempre in mente gli alimenti che devi evitare). Potresti ordinare l’insalata senza condimento e condirla con ingredienti che ti porti dietro. Specialmente per il pranzo in mensa, potresti portarti il cibo da casa: utilizza la cena come pasto principale cucinando porzioni abbondanti. Puoi utilizzare gli avanzi per il pranzo del giorno seguente. (Per esempio se hai il pollo con il riso puoi preparare un’insalata di riso con il pollo con aggiunta di avocado o mandarino). Al ristorante chiedi al cameriere quali ingredienti vengono usati per cucinare i piatti che hai ordinato.
Per prima cosa, solamente perché non si manifestano particolari sintomi causati dagli anticorpi IgG, questo non significa che non c’è una reazione in corso. Se il sistema immunitario produce anticorpi IgG per contrastare determinati alimenti che hai mangiato, potrebbe dare origine a un’infiammazione ma che non necessariamente si manifesta con sintomi visibili esternamente. Secondariamente ImuPro non afferma di dimostrare una relazione fra gli alimenti e determinati sintomi. Il primo passaggio è individuare quali alimenti possono creare dei problemi. ImuPro individua gli anticorpi IgG contro determinati alimenti, coinvolti nelle allergie alimentari con sintomi ritardati.
La malnutrizione non si verifica con ImuPro per due motivi: la rotazione e la reintroduzione degli alimenti. Avendo usato il test ImuPro per identificare i possibili alimenti incriminati, viene creata una dieta che elimina il consumo di questi alimenti e ruota gli alimenti consentiti ogni 4/5 giorni, Quest’ultimo aspetto permette di mantenere la varietà e gli elementi nutritivi di cui l’organismo necessita. Dopo la fase di provocazione, alcuni alimenti possono essere reintrodotti nella dieta. Questi significa che potrai ruotare un numero maggiore di alimenti garantendo una dieta diversificata e bilanciata. Quindi quello che dicono i critici non è vero. ImuPro è un supporto utile se si soffre di disturbi infiammatori cronici come la diarrea, la flatulenza, l’emicrania, l’eccesso di peso o problemi cutanei. ImuPro aiuta a individuare i possibili alimenti incriminati. Attraverso l’eliminazione di questi alimenti le infiammazioni possono essere ridotte. La reintroduzione (fase di provocazione) mostra se e quali alimenti causano i tuoi disturbi.
Il test ImuPro e gli antigeni vengono prodotti dall’azienda tedesca R-Biopharm seguendo rigidi parametri di qualità come l’ISO 9001 e l’ISO 13485 che sono stati accreditati da DQS in accordo con gli standard internazionali ISO 9001 e EN 46001 (dispositivi medici). Nel 2003, l’azienda ha ottenuto la certificazione ISO 13485. Tutti i reagenti usati sono stati approvati dalla CE. Considerando il fatto che i test ImuPro vengono svolti in oltre 20 laboratori nel mondo, ciascuno specializzato in un particolare ambito, svolgiamo test inter laboratorio annuali per garantire l’affidabilità e la qualità di ciascun passaggio del test.
2. Possibili controindicazioni
I ragazzi oltre i 12 possono svolgere il test. Al di sotto dei 12 anni invece raccomandiamo alla madre di svolgere un esame per verificare se ha trasmesso i suoi anticorpi al figlio/a durante la gravidanza attraverso la placenta. E’ più facile fare il prelievo a un adulto e inoltre la concentrazione degli anticorpi è più elevata. Il sistema immunitario dei bambini non è ancora totalmente sviluppato e non ha la stessa capacità di memoria di quello della madre.
Si può fare il test, anche se si sta seguendo una dieta restrittiva. In ogni caso, devi essere consapevole che la reazione agli alimenti che dovresti evitare è più bassa rispetto a quella che tu avresti se non avessi seguito una dieta rigida. Se si eliminano determinati alimenti per più di 6 mesi, è prevedibile che i risultati siano negativi perché le IgG scompaiono quando l’alimento non viene più consumato.
Se non si assumono farmaci immunosoppressori, i risultati non saranno condizionati se si segue una breve cura di antibiotici. Una cura invece più duratura può compromettere la flora intestinale e ciò può portare a una individuazione di un numero maggiore di reazioni. Suggeriamo quindi di avvisare il team di ImuPro se si sta seguendo una cura medica prima di svolgere il test.
Alcuni farmaci possono influenzare il risultato del test quindi consigliamo, in caso di dubbio, di consultare il team di ImuPro. Una cura prolungata di antibiotici può influenzare il risultato. Se stai prendendo, o hai preso, dei farmaci immunosoppressori come il cortisone, gli steroidi, prednisolone etc…, i risultati potrebbero essere alterati. Suggeriamo di avvisare il team di ImuPro riguardo le cure che stai seguendo prima di svolgere il test in modo che potrai essere avvisato tempestivamente se ci sono possibili controindicazioni.
La concentrazione di steroidi negli inalatori generalmente è talmente bassa che non dovrebbe influenzare il risultato del test.
La crema a base di cortisone non dovrebbe interferire con il risultato del test se la concentrazione è bassa e l’effetto è locale. Se l’assunzione non avviene tramite pastiglie, potresti svolgere il test senza problemi. Per essere assolutamente sicuri consigliamo di determinare il valore totale delle IgG nel siero. Se esso non è al di sotto del range di riferimento, non dovrebbe esserci alcun impatto negativo sul test.
Dalla nostra esperienza non ci sono problemi se il paziente ha la febbre. E’ più una questione di precauzione. Consigliamo comunque in caso di febbre di aspettare che la temperatura corporea ritorni a livelli normali prima di fare il prelievo.
Gli inibitori del TNF non hanno mostrato avere effetti sui risultati del test ImuPro. Per essere sicuri suggeriamo di verificare il valore degli anticorpi IgG tramite un prelievo; se esso rientra nel range di riferimento si può procedere tranquillamente al test.
